Soprannomi

IL  SOPRANNOME

Appellativo che si aggiunge al nome o al cognome di una persona o li sostituisce per sottolineare certe qualità fisiche e morali.

Il sprannome si aggiunge al nome proprio di una persona per distinguerla da altre  di uguale nome che spesso estendendosi in famiglie tramandandosi ai discendenti si trasforma in cognome.

Appellativo familiare, scherzoso, o ingiurioso di una persona diversa  dal cognome e dal nome proprio, che prende spunto da qualche caratteristica.

Il soprannome distingue meglio una persona, viene da altri aggiunto al proprio nome derivandolo generalmente dal nome di uno dei genitori o da entrambi, o dal luogo di origine, dal mestiere, o da difetti fisici (corrispondente quindi nell’uso antico o al cognome nell’uso moderno. (Matepaula, sardare, zueppe)

Nome diverso dal nome proprio e dal cognome con cui specialmente in ambienti popolari e studenteschi,si usa chiamare o indicare una persona (pIereliegge-varevone, cozzamulone).

Il soprannome risponde ad esigenze di concretezza e a ricerca di  espressività spesso scherzosa ed ironica (grulla grulla, cacaglia) ha sempre un significato trasparente alludendo per lo più a caratteristiche fisiche (mahre –zueppe, cuelle tuerte) o al paese di provenienza (castellane spinusare, muliternise, sinnesare).

I soprannomi in origine sono parte dei nostri cognomi, siano stati legalmente fissati e resi ereditari ha sostituito il più antico sistema per cui gli individui venivano distinti fra l’altro da un soprannome, ma ciò nonostante questo resto sempre in uso poiché basato sulle caratteristiche individuali e non di rado animato o ironica  visione del soggetto risulta spesso più espressivo del nome e del cognome che l’individuo riceve anagraficamente. Il termine soprannome viene attestato in italiano fin dal 1304 in Dante, e dal 1408 in Sacchetti.

Il termine è composto da soprannome, ma richiama il soprannomen latino medioevale documentato nel 994 a Siena e il latino soprannomen che designava che designa in aggiunta ai tre elementi che formavano il sistema onomastico(prenome, nomen, o gentilizia, cognomen.

Nell’italiano antico è attestato, anche una variante come soprannome, inteso  come elemento aggiunto a un nome di persona per distinguerla più precisamente( quindi con funzioni simili a quella che sarà assunta dal cognome come epiteti di sovrani (Pipino il breve, Ivan il terribile, o il re tentenna- Carlo Alberto).

SIGNIFICATO SOCIOLOGICO DEL  SOPRANNOME

Il soprannome è un simbolo identificativo che crea un senso di appartenenza alla comunità.

Esso stesso rimanda a dimensioni culturali profonde e ben radicate nella storia culturale di una determinata realtà locale.

Esso  può essere visto come un gioco di ruoli a specchi che definisce le personalità individuali spesso creando delle esasperazioni legato a difetti o a pregi relativi a sfumature caratteriali o ad aspetti folkloristici, a fatti ad un episodio, ad una battuta o ad un’ espressione di una persona.

Si può definire un soprannome una sorte di caricatura linguistica a forte carica espressiva e questo anche grazie alla forma dialettale in cui essa si presenta.

Infatti la forma dialettale è impregnata di elementi di spontaneità che permette di esprimere in modo incisivo le nostre idee e, le nostre emozioni, i nostri sentimenti.

Lo strumento linguistico  dialettale e la fantasia popolare diventano ingredienti preziosi per forgiare creare fantasie  variopinte che prendono forma anche negli appellativi scherzosi o ingiuriosi.

Essi vengono trasmessi attraverso le generazioni fino a diventare un patrimonio culturale nella forma del dialetto come testimonianza indiretta di persone, ambienti situazioni, situazioni e usanze passate del nostro paese.

I soprannomi sono sempre traducibili all’interno di una cultura, che  dà loro  un senso in quanto sono intrecciati in un tessuto relazionale di una comunità.

Essi appartengono a quel cordone ombelicale che ci lega al passato in ogni sua forma, infatti vengono tramandati attraverso le generazioni e fanno parte del patrimonio culturale di un popolo e della sua tradizione. Sarebbe un vero peccato trascurare questo aspetto della realtà culturale locale che esprime simpaticamente

l’anima popolare più schietta e più vera e anche la più fantasiosa di una comunità.

Solo rivalutando i vari frammenti  della nostra storia possiamo andare avanti, vista nei vari aspetti anche quelli più quotidiani e consueti. Essi ci aiutano a fondare quel senso di condivisione culturale paesana che unifica e dà senso ad una comunità.

Senza il passato è difficile capire il presente e costruire il futuro.

“la storia siamo noi, nessuno si sente escluso”

 (da la storia siamo noi canzone di Francesco De Gregori)