L’IDENTITA’

Nei due termini d’identità sono contenuti significati
importanti.
Il primo” identità” ha soprattutto valenza di ordine psicologico e si riferisce alla percezione che ogni individuo ha di se stesso, che della propria coscienza d’esistere in relazione agli altri individui. L’identità è infatti un concetto dinamico aperto e che si costruisce nella relazione/interazione con gli altri.
L’identità culturale ha invece un significato sociologico.
deriva dal termine “cultura” inteso come patrimonio globale ed evolutivo dell’individuo e dei gruppi sociali ai quali appartiene. Questo patrimonio è formato dalle norme, dai valori, le cornici di riferimento e di senso, degli usi, e dal linguaggio che uniscono e diversificano i gruppi umani.
Quando si parla di identità culturale e si intende dunque
la sua identità globale, composta dalle identificazioni particolari riferite alle diverse appartenenze all’interno di un processo dinamico e aperto al cambiamento.
La necessità di riscoprire le proprie radici è un ricorso storico ed un bisogno di certezza collocato in un contesto sociale che ha smarrito il filo conduttore, un dato reale che si manifesta da qualche tempo in seno alla cultura egemone.
Il progresso scientifico ha accelerato il ritmo della vita, l’uomo insegue i suoi stessi miti senza tenergli il passo.
Per essere all’altezza si agita si arrampica, tralascia il meglio della vita e corre inconsapevolmente verso la morte.
Un’ analisi introspettiva scopre di non riconoscersi, si presentano due possibilità; non ha tempo per riflettere e riprendere la sua corsa, intuisce il dramma della sua insoddisfazione e reagisce precipitando in uno stato patologico che inibisce ogni stimolo vitale.
Non è un caso, nonostante il benessere del mondo occidentale sempre più persone sono affette da patologie psichiche.
Il ribaltamento dell’ordine sociale dovuto alla valorizzazione della figura femminile e alla pianificazione delle classi, ha trascurato le regole arcaiche lasciando l’uomo nella libertà di agire pur essendo impreparato.
Nella ricerca affannosa della propria identità può affidarsi ad un credo, ma non sempre basta e allora fa appello alla memoria storica.
L’uomo moderno va verso un neoromanticismo che lo induce a riscoprire le proprie origini, egli è cosciente del suo essere parte di una collettività mondiale, è solo ed ha bisogno di conoscere qual è l’ humus in cui affonda e le radici, una necessità di ritrovare quel cordone ombelicale che lo ha tenuto legato alla “ madre “ per millenni.
Vuol tenere salde le radici nella terra dalla quale dovrebbe trarre forza e sostentamento.
Scoprire le proprie radici e conoscerle è una tappa fondamentale della vita.
Ashley, antropologo inglese afferma :.chi sa da dove viene sa anche dove andare.
Il diritto di ognuno di noi all’identità in psicologia è universalmente riconosciuto:-E bene dunque che i genitori affrontino i problemi con i figli con sincerità perche ogni buona relazione non può che essere limpida fin dall’inizio
Il problema dell’identità della persona è stato uno dei temi che ha tenuto occupato gli uomini dell’ottocento quando su una parete del tempio di Apollo a Delfi
fu scoperta una scritta”Gnoti sauton –Conosci te stesso-
Gnosci te ipsum-
Riconosci in primo luogo quello che sei, e cioè un uomo, per cui un abisso ti separa dal divino.
Nella ricerca affannosa della propria identità.
L’identità rivela quel modo di essere nella nostra dimensione più intima non soggetta a variazione fisiche.
L’ identità appartiene al nostro mondo psichico, spirituale e intellettuale in quanto persona, Essa fa parte delle nostre scelte di natura affettiva e culturale e religiosa.