Il Dialetto

                   IL     DIALETTO

Si è  trascurato la lingua volgare (il dialetto) per la troppa importanza data alla lingua classica  che è legata all’indirizzo

classico  umanistico tramandataci dal mondo greco romano-bizantino, è ritenuta elegante e nobile.

Ritengo che neppure il dialetto benché rustico debba essere dimenticato: esso è il linguaggio più ricco di espressioni,più spontaneo, più comunicativo  e pratico.

D’altra parte il dialetto non è un nemico della lingua nazionale

se si tiene conto che è nata volgare.

Il dialetto deve essere tenuto in considerazione e prima di affrontare il problema  dell’apprendimento della lingua nei soggetti che si esprimono in dialetto  occorre capovolgere  l’impostazione voluto dalla tradizione classica,partire dagli uomini accettandoli  per quelli che sono nella realtà di tutti i giorni.

               I   DIALETTI SONO LINGUE

La parola dialetto deriva dal greco  “ DIALEKTOS” che in primo tempo  significa” DISCUSSIONE, COLLOQUIO e un secondo tempo

“LINGUA  NEL SENSO  DI PARLATA LOCALE.

Ogni dialetto italiano ha una sua storia,ha una espressione particolare,  sintattico e fonetico che viene usato in un ambiente più ristretto della lingua nazionale.

I dialetti sono lingue regionali ,si differenziano dalla lingua nazionale solo per il fatto che per ragioni storiche ,il dialetto fiorentino è stato preso come  lingua nazionale.

Conseguentemente solo questa lingua nazionale  è usata come

swtrumento di trasmissione della cultura a  livello nazionale.

La lingua nazionale è uno strumento fondamentale e insostituibile della comunicazione su tutto il territorio, per ricchezza,precisione di parola  di struttura grammaticale e sintattiche.

I dialetti sono strumenti utilissimi nella comunicazione interpersonale su argomenti della vita familiare e locale per facilità,ricchezza ed immediatezza di espressione.

 

La lingua nazionale è lingua della scrittura e della cultura.

I dialetti sono la lingua della comunicazione quotidiana orale.