La Festa

la festa per antonomasia è quella dedicata ai santi: San Chirico e Santa Sinforosa si festeggia 15 luglio il 18 luglio.
SAN CHIRICO o Quirico di Konia(Turchia) figlio di Giuditta nato nel 301 e morto nel 304 all’età di tre anni,percosso a morte da un magistrato,infuriato perché il bambino gli aveva graffiato il viso
davanti alla madre Giuditta prima di essere martirizzata.
Dal nome del bambino martire = PUER INVICTUS
prese il nome il paese inizialmente si chiamava San Quirici de Valle Sinni e poi San Quirici apud Raparum per ultimo San Chirico Raparo.
San Chirico è festeggiato con la madre Giuditta il 15 luglio in Francia
a San Chirico in Toscana e IN Sardegna in Abruzzo nel novarese,
Santa Sinforosa nobile e ricca, vedova e fu martirizzata a Tivoli nel 137 fu appesa ad un albero per i capelli e poi gettata nel fiume Aniene
morì annegata legata ad un sasso.
Le reliquie di santa Sinforosa furono portate a San Chirico dall’arciprete G,B, Bassano nel 1641,arciprete della parrocchia del paese,un’ampolla con del sangue.
Data presumibile dei primi festeggiamenti risale al’ 1647 .
La prima liquefazione è avvenuta alla fine del XVII secolo,il giorno
dell’Ascensione esposta tra le altre reliquie dall’arciprete
don Donato Aloisio e dagli assistenti don Domenico Magaldi, e don Gherardo Durante,osservato più volte era presente anche il vescovo di Anglona-Tursi Mons.Sabatino.
Santa Sinforosa si festeggia oltreché a San Chirico a Rocca d’Aspide (salerno) a Tivoli nei pressi di Roma
La festa per i san chirichesi rivesta grande importanza e vi si partecipa con fervore e grande spirito religioso e con offerte di danaro.
Un tempo si donavano in onore della Santa oggetti d’oro ,danaro e animali: ,capre pecore vitelli infiocchettati con nastri sgargianti portati in chiesa vicino l’altare di san Chirico dai pastori e o proprietari.
Custodiva gli ainmali della Santa il pastore Antonio De Stefano Chiuculielle in una masseria a Caliuve contrada Mattina.
I genitori misuravano i bambini ed offrivano tanto grano equivalente al peso dei bambini.
I preparativi per la festa viene svolto dal Comitato Festa,cominciano d un paio di mesi per contrattare le ditte per l’illuminazione i fuochi pirotecnici e le bande musicali e i cantanti.
La chiesa è addobbata a festa con paramenti sacri si resta affascinati
dalle dovizie di particolari dalla corale, innalza canti in onore dei Santi.
La chiesa è piena di gente e sfoggia vestiti nuovi ed è commossa e spesso affiorano le lacrime tale è il trasporto religioso.
La festa accomuna tutti si è gioiosi e allegri disposti a perdonare anche i nemici.
Le quattro giornate di festa la gente si riversa in piazza e passeggia lungo il corso si fermano a curiosare danti alle bancarelle e fanno compere.
Le donne sono indaffarate per i preparativi dei pranzi e invitavano a parenti e amici e i musicanti uno per famiglia.
Un tempo si mangiavano maccheroni comperati (ziti– penne) conditi
con sugo di braciole di maiale e carne arrostita,insalata frutta vino e dolci :biscotti ( pastelle ,nginette,panettoni e taralli da inzuppare nel vino.
Oggi si prepara pasta al forno con ragù di carne mista ,arrosto di vitello o capretto insalata vino a volontà , dolci comperati dalla pasticceria ( Enza La Colla) vino e liquori e caffè.
Le quattro serate di festa s’ascolta musica classica delizie delle orecchie per gli appassionati e musica leggere con gran concorso di gente giovani e meno giovani.
La sera di San Chirico e Santa Sinforosa a completamento della festa si sparano i fuochi d’artificio con tanti i colori da restare sbalorditi.
Un tempo a San Chirico c’erano diversi punti di ristoro e pernottamento per accogliere turisti.
Oggi Sanchirico ha un buon sistema alberghiero:
Albergo “Villa Rosa Maria dei fratelli Continanza
due Bed & Breakfast; “La Foresta delle Naiadi” e” la Casa di Eolo”, un agriturismo in contrada Galdo “ Vardare di Antonio Aloisio.
Prodotti tipici
I Salami della ditta Cafra –contrada Galdo
della macelleria di Sergio Borneo
Vi sono diversi cercatori di funghi :Tartufi, Chiodini ,Prataioli e Cardoncelle.
Antonio e Angelo Di Stefano;
Raffaele Bernardi.
Piatti preferiti:
Maccheroni al ferretto conditi con ragù e rafano.
Cavatelli o Rasc-katielle con la ricotta dura e Ravioli con ripieno di ricotta .
Carne al sugo di maiale e vitello ,salsiccia arrostita e carne arrostita.
PER I SANCHIRICHESI LONTANI IL GIORNO DELLA FESTA
Sanda Zimbarò,tu ca sì ‘a patruna
ru paise nueste.
Pirdoneme se hjie non venghe
sembe a festa tua a unurati
ghjie ci vulere vinì sembe ,ma nguna vota
è mbussibile me trove ndravugliate
nda le mbicce e non sacce come ne iesse.
Resolvese le prubleme sule se ci mittese
‘a bona vulundà .
Come me sende male chille‘ ierne
ca non pozze vinì e non pigliese reqie
vai nnande e ddirete come ‘nu pacce
pare ca tenese arteteca e ‘u tiembe
non passa maie
Me sende male sule pinzanne
ca non me pozze misc-kà
cca gende nda chiesa
e nda pruggessione e non pozze
ammirà ‘a faccia tua sprillucenda.
Quande cose te vienene a mende
e come se nda capa ci fusse
‘na pillucula e te uardese le fotohramme.
Quanne non ci venghe ccu pinziere sù
prisende e me voglie hore ‘a festa.
ra lundane e ccu revuzione te vase
le mane e le piere e t’abbrazze
come s’abbrazzasse ‘a mamma mia.
San Chirico Raparo si trova nel Val d’Agri. provincia di Potenza
paese basiliano.
Cosa c’è da visitare:
La Chiesa Madre dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo
L’orfanotrofio Bentivenga con l’annessa chiesa della Madonnina
La chiesa di Sant’Anna in piazza
La chiesa di Santa Maria e i locali adibiti a casa di Riposo
La chiesa dell’Assunta ,la più antica del paese
La Chiesa di Sant’Antonio
La biblioteca Parrocchiale nei locali sottostanti la canonica
La biblioteca Comunale
La chiesa delle Grazie,
La chiesa di San Liborio
La cappella di San Rocco
la chiesa di San Michele Arcangelo
Il palazzo Barletta
Il museo sartoria Missanelli
La torre di San Vito con l’annessa piscina
L’abbazia di sant’Angelo al Raparo fondato dai monaci basiliani in restauro.
Il monte Raparo
Vicoli e vicoletti e sottopassi .